Non è semplice per un figlio accettare, elaborare e vivere la separazione dei genitori. Come madre non è semplice vivere con un figlio che mi attribuisce tutte le responsabilità del suo dolore.

Mio figlio, il maggiore dei tre, aveva 6 anni quando a giugno del 2007 ha saputo che ci sarebbe stato un cambiamento nella nostra vita familiare.

Dopo molti anni, un giorno mi disse che era stato duro con me, ma che da piccolo, era stato per l’unico modo che avesse trovato per esprimere la sua rabbia e frustrazione.

Il distacco affettivo e stato difficile per entrambi, ma quel giorno mi disse che aveva apprezzato molto che non avessi mai forzato la sua corazza difensiva.

Mi disse che si era sentito rispettato e che sapeva che gli volessi un bene infinito. Da quel giorno di 5 anni fa (lo ricordo ancora come uno dei più belli), sebbene non avesse eliminato quel muro invisibile, ogni tanto mi regalava un abbraccio, dicendomi “Mamma ho un attacco di affetto”…

Ho sempre lasciato la libertà di manifestarsi per come si sente, e quando ci vediamo, nella maggioranza dei casi, mi da un bacetto sulla guancia.

Confesso che ogni tanto quando non prende lui l’iniziativa sono io che gli dico “aspetta un attimo che ti saluto con un bacetto”. Sono piccole grandi gioie che mi consentono di vivere una relazione più affettuosa con mio figlio.

Da quando si è trasferito due anni fa a casa del padre, e ha iniziato a lavorare, lo vedo molto di rado e poiché quando ci vediamo è stanco non sempre si sofferma a fare due chiacchiere prima di andar via.

Molte volte raccolgo informazioni tramite gli altri figli o il mio ex marito. Ma va bene così… io ci sono e potrà sempre, in qualsiasi momento contare su di me, sebbene lui dica che non ha bisogno di nessuno… che sono le persone deboli a chiedere aiuto.

Oggi ciò che mi ha portato a scrivere questo articolo e pubblicarlo è stato un un evento eccezionale. Non vi anticipo nulla… vi lascio guardare il video.

Buona visione!

AnnA❣