😊Non è uno scherzo…esiste davvero! Parliamo dell’etnia cinese dei Moso o Mosuo che risiede nelle province cinesi dello Yunnan e del Sichuan, con una popolazione di circa 50 mila abitanti, la maggior parte dei quali si trova vicino al lago Lugu.

All’ingresso del villaggio principale si legge sulla targa di benvenuto, in cinese e in inglese: “Benvenuti nel Paese delle Donne”.

È un popolo Matrifocale o Matrilineare (da non confondere con il Matriarcato), rimasto isolato ai piedi dell’Himalaya, che ha conservato le sue Tradizioni millenarie, che risalgono all’ Età dell’Oro, che vive da millenni in Pace Equilibrio e Prosperità.

Il matrimonio non esiste, e neanche la convivenza, esiste lo Zou Hun: un Rituale durante il quale si presenta alla comunità la scelta di uno “sposo” che non conduce la “sposa” a casa propria, nè la sposa permette al “marito” di vivere nella sua, viene chiamato Walking Marriage, ed è una cerimonia che non ha effetti giuridici.

Le ragazze che hanno passato la pubertà e compiuto il Rituale di Iniziazione durante il quale “diventano donne” e hanno il permesso d’indossare la gonna, acquisiscono anche il diritto di avere una stanza privata, la “Camera dei fiori” dove ospitare uno o più amanti.

Questo non significa che “tradiscono” sono semplicemente libere di scegliere sessualmente chi frequentare. Non sono condizionate dal giudizio religioso e socio-culturale, (come nel resto del Mondo), quindi ci saranno donne che avranno relazioni monogame, e donne che sceglieranno di avere più amanti e avere figli da uomini diversi: questa pratica frequente per i Moso non è considerata sbagliata.


Le loro relazioni affettive si basano sull’Amore Incondizionato, (che io definisco Cosmico), perché è puro, senza vincoli né legami economici o giuridici. L’Amore è scollegato dal possesso e dall’attaccamento.

I Moso hanno relazioni affettive basate sul rispetto e l’amicizia e il sesso è un aspetto che non interferisce.

I Moso sono convinti che non si può costruire una relazione duratura sulle emozioni effimere e transitorie dell’innamoramento. Preferiscono lasciare la libertà di andare e di tornare per un giorno, un mese, un anno, o per tutta la Vita senza deciderlo a priori.

Senza alcuna promessa legata al Tempo e alla “Fedelta Genitale” vivono il presente e, la sfera sessuale viene vissuta solo nella camera da letto, chiamata “camera dei fiori” che ogni donna ha a disposizione nella casa materna.

Con queste premesse, ecco come si spiega che per il “Popolo delle Donne” non esiste il Tradimento. L’infedeltà non può esistere, dal momento in cui le coppie non si promettono Amore per Sempre e la relazione non si costruisce sull’esclusività del Corpo e degli Organi Sessuali.

La gelosia non è ammessa, perché considerata non naturale. Nella società Matrilineare dei Moso non vi sono discriminazioni né forme di dominio, di attaccamento o di possesso. Vi è assoluta parità fra i sessi. Pensate che sia nella sfera sociale che politica, sia uomini che donne, sono chiamati a discutere a partire dai 13 anni.

Se aprite la galleria avrete modo di osservare la bellezza e l’altezza della popolazione maschile, rispetto alla popolazione media cinese, sono molto più alti, e le donne hanno lineamenti che a me ricordano molto i popoli tibetani ed eschimesi.

I beni e la discendenza attraverso il cognome, vengono tramandati per linea femminile. Si vive nella casa materna e lo Zou Hun, come anticipavo, prevede attività separate, anche durante la quotidianità. Gli uomini aiutano nella loro famiglia di origine occupandosi dei lavori domestici, (fanno il bucato), vanno a pesca, macellano il bestiame e solo la notte possono incontrare le loro amate.

La particolarità di questi incontri è molto suggestiva… Gli uomini visitano le loro amate entrando dalla finestra e non dalla porta principale per accedere alla “camera dei fiori” infatti, alle prime luci dell’alba rientrano.

In questa società Moso, il padre non ha il diritto di essere presentato al figlio prima della cerimonia durante la quale il ragazzo diventa “uomo“.

I figli che nascono da queste relazioni, crescono con la madre sostenuta da sorelle e fratelli. Non esiste la parola papà, chiamano tutti “zio”.

Un banchetto, viene organizzato solo dopo la nascita del primo figlio, le donne gestiscono in totale autonomia le proprietà, sono libere di prendere decisioni su ogni cosa e distribuiscono soldi e cibo.

La loro libertà sessuale consente di scegliere il compagno, durante la Festa dell’estate e quando si balla, per far capire il proprio interesse con le dita si danno alcuni colpetti nel palmo della sua mano. Oggi questo “rito” è quasi totalmente sostituito dall’uso dei cellulari e quindi le donne inviano un sms.

Quando, la donna non desidera avere incontri amorosi, in nome della sua libertà sessuale, oppure quando decide di interrompere definitivamente la relazione amorosa, fa trovare semplicemente la “finestra chiusa” e l’amante capirà…

La relazione fra uomo-donna viene chiamata “Axia” ed è sopravvissuta nonostante le ” maniere forti” del dittatore Mao Tse-Tung, che aveva imposto negli anni 70 il matrimonio, e la risposta di molti giovani è stata il suicidio pur di proteggere la loro cultura e le loro tradizioni millenarie dalle influenze esterne.

Oggi a distanza di 50 anni dalla Grande Rivoluzione cinese, molte giovani donne accettano di sposare uomini di altre etnie e si trasferiscono nelle città vicine con la benedizione della “Dabu” (la donna più saggia e generalmente la più vecchia) che rappresenta la “Grande Madre”.

L’influenza del mondo esterno, le infrastrutture che rendono accessibile il popolo dei Moso ai turisti attraverso i collegamenti ferroviari e aerei, preoccupano alcuni abitanti per la eventuale perdita delle Antiche Tradizioni.

Il Direttore del Museo Nazionale sostiene che adattarsi ai cambiamenti e scegliere con consapevolezza fra le differenti culture è una grande opportunità per le future generazioni dei Moso.

In questa società pacifica prospera il rispetto e la condivisione. Non ci sono violenze domestiche o sessuali sulle donne e questo dato significativo dovrebbe far riflettere.

Ciò non vuol dire che tra i Moso non c’è violenza, ma questa è molto rara: non dovrebbe sorprendervi di sapere che questa di manifesta solo dove le coppie hanno relazioni di coppia monogame e convivono. La violenza non viene nascosta, ma è resa pubblica e la gestione del conflitto è regolata da una donna saggia: la Dabu.

Il Paese delle donne ci obbliga finalmente a riconsiderare il caro prezzo che paghiamo in Occidente con le nostre usanze e tradizioni, che in confronto a quelle dei Moso (che risalgono all’Età dell’Oro) sono nate ieri!

La società Matrilineare affidata alle donne che si occupano della famiglia, del villaggio, dell’organizzazione del lavoro, dell’amministrazione sociale e dell’economia, crea le condizioni per mettere in discussione il Patriarcato e la nostra visione monogama della coppia.

Il benessere che deriva dal loro vivere in una “famiglia allargata” in cui non c’è gelosia, invidia, ricatto e vendetta fa da specchio alla loro Società che non produce aggressività e violenza negli uomini, infatti nel Popolo dei Moso non esiste la criminalità, la guerra e… soprattutto il femminicidio!!

Ringrazianfovi per l’attenzione, spero con tutto il cuore che questo articolo vi aiuterà a riconsiderare la possibilità di vivere una Vita basata sulla libertà sessuale e ad imparare ad Amare senza vincoli né condizioni.

I miei Percorsi Evolutivi potrebbero essere un supporto pet chi sente la spinta verso questo cambiamento epocale che ci sta preparando al ritorno della Nuova Età dell’Oro.

Un Abbraccio Cosmico

AnnA❣